La nostra esperienza non ha prezzo, per questo ve la offriamo gratis!
Lavorate all’aperto con le nostre macchine: un ambiente in cui si sente l’influsso del terreno, del clima e di altri fattori esterni, e che presenta ogni giorno nuove sfide, come guidare sopra un sasso di grandi dimensioni nascosti nell’erba, o un tronco, mentre all’orizzonte si sta profilando una tempesta.
Se vi trovate ad affrontare un problema che neanche una macchina Lely riesce a risolvere, è essenziale che eventuali tempi morti dovuti a componenti danneggiati siano limitati al minimo indispensabile. Per questo i nostri concessionari sono attrezzati per intervenire rapidamente, in modo che voi possiate riprendere il lavoro il prima possibile.
Tengono in scorta i componenti principali e hanno la competenza necessaria per far funzionare di nuovo la macchina in modo ottimale. Possono anche contare sul supporto dell’organizzazione Lely sette giorni alla settimana.
Quindi, scegliere Lely non significa solo scegliere una macchina. Ci assicuriamo che il raccolto del foraggio si svolga senza intoppi.
Live Life Lely
L'uomo che sussurra alle rotopresse
L’uomo che sussurra alle rotopresse
Michael Hunkenschröder inizia a raccontare con entusiasmo della sua rotopressa Welger AP 61 con unità di raccolta. Sebbene si tratti di un modello non più del tutto nuovo, questa macchina continua a lavorare e a essere assolutamente affidabile.
I fatti: la rotopressa con unità di raccolta con numero di serie 1116.04 774 è stata costruita nelle officine Welger, di Wolfenbüttel, in Germania, nel 1975, nell’ambito di una serie di rotopresse di grande successo. Fra il 1970 e il 1988 sono usciti dalla fabbrica circa 20.000 macchine della serie AP 61 e i relativi modelli AP 63 e 63 S. Secondo una stima cauta, circa il 2-% dei modelli AP 61 costruiti in quel periodo, sono ancora in funzione. La macchina è stata progettata come rotopressa per servizio pesante e lunga durata, rivolta ai contoterzisti. Le dimensioni della rotoballa di 0,36 x 0,48 x 120 m sembrano modeste rispetto alle grandi rotopresse usate oggi, ma circa vent’anni fa queste erano le dimensioni più popolari.
Una marca di cui fidarsi
Un salto in avanti nel tempo fino al 2008: Michael Hunkenschröder ha rilevato l’azienda del padre a Herzebrock, nella regione della Vestfalia tedesca. Con l’aiuto del padre, Hunkenschröder lavora circa 11 ettari part-time, concentrandosi sui terreni erbosi, sul mais e l’avena, coltivazioni tipiche della regione. Ogni tanto, Hunkenschröder lavora paglia per amici e colleghi nelle aziende vicine. Nella famiglia Hunkenschröder vi è una lunga tradizione per quanto riguarda le macchine Welger. Il padre, Karl Hunkenschröder, lavorava con un’AP 45. Quando ha rilevato l’azienda, il figlio ha acquistato un’AP 61 di seconda meno e l’ha revisionata personalmente. Questa era, infatti, la sua seconda passione: Hunkenschröder è un meccanico qualificato e lavora per un’impresa famosa nel settore della falegnameria. Si tratta di un impiego in molti modi correlato a quello di un meccanico specializzato in macchine agricole. Il giovane allevatore conosce l’AP come le sue tasche. Si occupa della manutenzione all’inizio e alla fine di ogni stagione, assicurandosi che la macchina venga correttamente e sicuramente messa in magazzino in inverno. “Uno dei momenti più belli per me è l’inizio della giornata durante la stagione di raccolta della paglia. Basta controllare e lubrificare rapidamente la rotopressa per essere sicuri che funzioni tutto il giorno. Data la sua affidabilità nel corso di tutti questi anni, lavorare con la nostra AP è veramente un piacere. E ogni volta che si devono sostituire parti piccole sottoposte a usura, le ho sempre ricevute senza ritardo, anche adesso, 23 anni dopo la fine della produzione di questa serie.”
La professione diventa un hobby
L’agricoltore part-time non accetta però lo status quo. Ad ogni stazione, o quasi, alla rotopressa vengono apportati piccoli miglioramenti. “Purtroppo la nostra AP era una delle ultime macchine della serie ad essere dotate di un solo dispositivo di manomissione a sinistra, nella direzione di guida. Sui modelli successivi questo dispositivo si trova su entrambi i lati, il che significa una produzione più rapida e una rotoballa più uniforme. Data la mia professione, il lavoro con le strutture metalliche mi viene naturale. Per questo ho passato alcuni giorni invernali ad aggiornare la rotopressa. Questo miglioramento comporta alcuni vantaggi ad ogni stagione. La nostra pressa non è solamente una macchina necessaria per svolgere il lavoro, ma anche un hobby interessante.”
Questa stagione Hunkenschröder e i suoi amici dimostrano la perfetta unità con la rotopressa. Per ogni membro del suo team Hunkerschröder ha un regalo speciale: una maglietta dei sostenitori dell’AP. E come se non bastasse, questa AP non sarà l’unica nella sua vita: sta già giocando con l’idea di acquistare una AP 630 o 730.
Lely Welger RP 235 Profi - Paddy, Michael e Tom Nolan - Irlanda

Doppia immagine a Wexford
L’estate scorsa Paddy Nolan ha approfittato di uno dei rari giorni di sole per comprimere e imballare l’insilato. Insieme ai figli Tom e Michael, Paddy lavorano come contoterzisti in una zona ben precisa, intorno all’area di Taghmon della regione di Wexford.
Essenziali per la loro attività di contoterzisti sono le due rotopresse Lely Welger Profi 235. Paddy ha acquistato la prima rotopressa Lely Welger, il modello XtraCut 17” da Donohoe Agri.
“In una sola stagione siamo riusciti a lavorare 17.000 rotoballe, con poca fatica, il che dà una buona indicazione dell’affidabilità della Lely Welger in condizioni di forte carico,” indica Paddy.
Era rimasto così impressionato dal modello Xtracut 17 che lo ha sostituito con una rotopressa Claas e la stagione passata ha investito in due rotopresse Lely Welger 235 Profi, che funzionano con un sistema di accumulo e imballaggio in grado di garantire 75 rotoballe di fieno all’ora e una media di 60 rotoballe di insilato all’ora. Quando la pressione sale, la rotopressa Lely Welger dimostra senza mezzi termini la propria forza e la propria qualità. I vantaggi principali della rotopressa Lely Welger sono il famoso sistema di blocco posteriore, l’unità di raccolta da 2,25 m e la superficie Hydroflex con cuscinetti a doppia corsa, oltre a 25 lame.
“Le rotopresse Welger sono ideali per produzioni voluminose”, dice Tom. Hanno l’affidabilità e la capacità di gestire grandi volumi. “La stagione passata durante la compressione del fieno, in buone condizioni, ho lavorato 300 rotoballe di fieno in tre ore, raccogliendo andane da 20 piedi. Ecco, è questo che chiamo una buona giornata di lavoro,” commenta Tom.
La produzione delle due rotopresse Lely Welger Profi è di circa 30.000 rotoballe all’anno.
“Il modello Profi è una rotopressa molto veloce e consente di coprire molto terreno, il che è esattamente quello di cui si ha bisogno,” conclude Michael.

Lely Welger RP 235 Profi Goweil Combi Unit - Michael Kelly - Irlanda

Goweil Combi proclamato sovrano di Munster
Il giorno dopo la vittoria di Munster, ho fatto visita a Michael Kelly di Killenaule, nella contea di Tipperary. Dopo 13 anni di lavoro come contoterzista, Mick ha finalmente trovato una combinazione di rotopressa/imballatrice vincente di cui è soddisfatto. Con una media di 5.000 rotoballe di insilato e 7.000 rotoballe di paglia, a Mick occorre una macchina su cui contare. Ha trovato il modello giusto: Lely Welger RP 235 Profi Goweil G5040 Combi Unit.
La combinazione Goweil G5040 consente di installare qualsiasi rotopressa nell’unità, con lievi modifiche al telaio della macchina. “Significa che nel settore attuale dei macchinari industriali, il contoterzista può eliminare il costo della sostituzione di un’unità combinata sostituendo solamente la rotopressa”, conclude Mick.
Sul lavoro, il sistema di controllo Goweil semplice e pratico opera le funzioni dell’imballatrice e della rotopressa, automatizzando completamente il processo di compressione e imballaggio.
Gli assi doppi con freni, insieme ai pneumatici flottanti, assicurano la stabilità dell’unità, anche su terreni ondulati, mentre la loro posizione non limita la manovrabilità della macchina.
Poiché Mick spesso sostituisce la rotopressa ad ogni stagione, questa volta ha deciso di scegliere un modello Lely Welger RP 235 Profi Goweil G5040 Combi Unit. “Il motivo principale di questa scelta è il risparmio di carburante, grazie al diesel”, commenta Mick. “Oltre al fatto che occorre un solo autista per guidare quest’unità combinata”, aggiunge. Con una sola stagione alle spalle, Mick può incoraggiare con fiducia chiunque stia pensando di passare a un’unità Goweil.

“I due dispenser in plastica con dispositivo di controllo della pellicola sono garanzia di imballaggio ad alta velocità, senza eventuali complicazioni.” Sul modello G5040 si trova normalmente la rotopressa Lely Welger RP 235 Profi. Questi due componenti si completano a vicenda sia in termini di capacità che di affidabilità. Il modello Lely Welger RP 235 Profi comprende un’unità di raccolta ampia 2,25 m, un’unità di trinciatura con 25 lame e un dispositivo di controllo Hydroflex, che contribuisce ad eliminare efficacemente eventuali blocchi.
Sebbene durante l’estate del 2008 la compressione del fieno avesse dato risultati insoddisfacenti, l’asse doppio con pneumatici a bassa pressione sul terreno conferisce alla macchina un’ottima stabilità anche sul bagnato. Mick e il suo staff sono lieti di dare all’imballatrice il primo premio nel settore dei contoterzisti.
Lely Welger RP 235 Profi Goweil Combi Unit - Gabriel Mullins - Irlanda

Converted to a Combi Unit
Based in Claddagh Co. Galway, Gabriel Mullins, farmer/contractor purchased a Welger RP 235 Profi/Goweil G5040 baler-wrapper combination in 2008, from his long term dealer Terry O’ Neill in Clonberne. Gabriel does some contracting work within a ten mile radius of his home and last season alone the baler combi unit produced over 9,000 bales of silage, 4,000 of which were for himself. On top of this he is busy farming 140 sucklers and Gabriel finishes all his own weanlings but is now seriously considering the profitability of this area in the future due to “poor returns”, especially now with the reduction of the €80 suckler cow welfare scheme.
After researching quite a few options open to contractors who wish to go for a baler-wrapper combination unit Gabriel decided to go with the Lely Welger/ Goweil combi unit. “I am a firm believer in the time and money saving that results from using a combi-unit, as one less driver is needed” states Gabriel. It is hard to argue with those who see merit in a good combi system. “The fact that one man can do two jobs is an advantage that cannot be overstated, given the labour shortages being faced by contractors in the west these days” he adds. “One major point to watch out for is increased machinery costs, when you are cutting a full man out of the job you need to be realistic” finishes Gabriel.
This is the first combination unit that Gabriel Mullins has bought and only began using it last May. Although he had no previous experience in the combi market Gabriel opted for the combi unit due to the fact he had been using a Welger RP235 for the last two years. “In a way, I had experience of one half of the combination; I’ve found it to be a good, reliable machine. Only once in two years did I have a problem with the baler and that was just a drive chain.'' adds Gabriel.
When asked about the output of the machine Gabriel dispels any myths. “Depending on field sizes, crop content and weather conditions 50 – 52 bales is the average per hour, if after 12 hours work I can have over 600 bales made on my own I go to bed a happy and contented man.”
The Goweil part of the combi-unit is made in Austria. The machine has a twin axle, which allows it to work on softer ground, as can be found in the west. "That's one of my favourite features of the machine,'' said Gabriel. That said, in softer ground conditions, twin axles are a major plus for farmers wary of rutting and also a major advantage on the road ensuring a smooth ride.
Gabriel pinpointed the RP 235 tailgate locking system on the back door - which ensures the formation of a compact bale - as a useful feature. Hydraulic systems have the reputation, amongst other disadvantages of opening under high loads. The latches on the Lely Welger machine frame and tailgate securely locks ensuring bales are denser and well formed. "Basically, it means that when I'm trying to make a heavy compact bale, the door won't start levering open and wreck the structure of the bale. It physically cannot happen due to the latches.''
Keeping his options open

The biggest attraction for Gabriel with this machine was that you can take out the baler after a few seasons and replace it with a new one - without having to trade in the whole unit. That means a considerable cost saving, as well as an obvious flexibility. For example, if a contractor decides to trade in a conventional combi-unit that he bought two years ago, he must replace the baler and the wrapper part. Gabriel intends to keep the Goweil frame and wrapper, but trade in the Welger baler component in two years' time. A new baler then will cost considerably less than an entire new outfit.
What are his expectations for the coming season? "I think bales will remain popular,'' he said. “I know costs are increasing but bales are still essential for certain types of farms. My customers are very happy with their well chopped bales. With this set-up, I can do the baling and wrapping jobs myself - I'm no longer dependant on sourcing another driver for the summer.''
Craig Pilet - Rotopressa camera variabile Lely Welger RP420 - New Zealand
Rotopressa a camera variabile Lely Welger RP420
Quattro stagioni mettono alla prova la forza e la robustezza di Lely
E’ facile cantare le lodi di una nuova macchina, sia che si tratti di un camioncino, di un trattore o di un altro strumento. Ma solo dopo qualche anno di lavoro quotidiano in condizioni difficili si vedono veramente i vantaggi, i difetti e tutto il resto.
Spesso quel “buon affare” iniziale sparisce lasciandosi dietro alti costi di manutenzione, un ammortamento minimo e la mancanza di assistenza tecnica. Per Craig Pilet, di Pilet Contracting con sede a Marton, non vi sono stati problemi simili in seguito all’acquisto, quattro stagioni fa, delle rotopresse Lely Welger 4420. Graig può testimoniare che l’affidabilità e la produttività che gli erano state promesse con le due macchine erano ben fondate, e rispondevano e superavano i suoi stessi alti standard.
Si è guadagnato una reputazione in tutta l’area della North Island per l’alto livello qualitativo che ha stabilito per le rotoballe, lavorando maggiormente nell’ambito delle richieste specifiche di un determinato raccolto rispetto alla potenziale capacità di produzione delle macchine.
Ha trasportato fuori dalla regione di Marton una grande quantità di fieno e e conta su un prodotto di qualità, testimonianza dei suoi standard. Craig ha acquistato il secondo Welger 420 dopo che, in seguito all’alluvione di Manawatu, è stata piantata nuova erba, oltre a una grande quantità di fieno e insilato durante la primavera/estate successiva.
“Con la seconda macchina, potevamo finalmente rispondere alle richieste.”
Oggi, con questa seconda macchina l’azienda ha la flessibilità necessaria per utilizzare le condizioni ideali di compressione per i suoi clienti, in modo tempestivo, e garantire un raccolto di massima qualità.
Craig ha visto che le rotopresse Lely Welger 420 sono la pubblicità ideale per la sua attività quando le rotoballe arrivano alla destinazione finale, della giusta densità e consistenza, ottenendo un feedback estremamente positivo sia dai trasportatori che dagli allevatori.
Nonostante le quattro stagioni alle spalle, i modelli 420 non hanno criteri di manutenzione significativi. I cuscinetti sono gli unici componenti che richiedono una sostituzione periodica. I pignoni e le catene originali rimangono, mentre le cinghie sono resistenti. Craig attribuisce queste caratteristiche alla qualità e robustezza superiore, un elemento che contraddistingue tutti gli aspetti del modello 420.
“Dobbiamo semplicemente serrare i denti e le catene tre volte alla settimana, invece di una volta alla settimana, come nel caso del modello precedente. I modelli 420 hanno un sistema di lubrificazione automatica molto buona e vi sono solo pochi punti d’ingrassaggio, per cui è molto facile mantenere la macchina in funzione.”
Con un terzo dell’attività di compressione che riguarda il fieno e due terzi l’insilato, le sue macchine offrono prestazioni consistenti in diverse condizioni, in una regione con raccolti misti. Questa varietà di raccolto va da paglia d’orzo difficile da comprimere a loglio grumoso e molto bagnato, che viene raccolto annualmente. Per quanto riguarda questi tipi di raccolti Graig ammette di essersi preoccupato del fatto che le cinghie lisce del modello 420 potessero gestire l’insilato, ma ben presto i suoi timori sono svaniti.
“Il raccolto peggiore era formato da fieno umido raccolto a maggio, ma la cinghia ha continuato a girare, senza problemi. Non abbiamo ancora avuto un foraggio che non possiamo gestire.” Ha sentito di un suo operatore che è riuscito a far uscire 100.000 rotoballe dalle cinghie della rotopressa, e ora, dopo essere riuscito lui stesso a ottenere 30.000 rotoballe, non ha dubbi.
“Non hanno avuto alcun problema, niente guasti e, se siete degli operatori che s’impegnano a raccogliere qualsiasi cosa che potrebbe causare problemi all’interno dell’andana, probabilmente queste macchine dureranno a lungo.”
Craig apprezza soprattutto la produttività senza problemi dei modelli 420 e, normalmente, ottiene circa 65 rotoballe all’ora a seconda del tipo di foraggio, ma è quasi sicuro che le macchine possano arrivare a 100 rotoballe all’ora. La produttività e tempi morti ridotti sono rafforzati dal sistema Hydroflexcontrol, che consente un gioco di 15 mm nella superficie del piano di alimentazione. In questo modo si riduce la pressione al momento dell’alimentazione, quando possono entrare piccoli grumi di materiale. Tuttavia, se i grumi continuano a cadere nel canale di scarico, il sistema del pavimento di svuotamento può essere semplicemente abbassato in modo che il rotore possa iniziare a trasportare il foraggio nella camera, senza fuoriuscita o spreco di alcun tipo. La macchina può essere controllata tramite un sistema idraulico dalla cabina del conducente, il che significa “che l’autista non ha più spine nelle mani,” aggiunge Craig.
Grazie alla scatola d’ingranaggi principale Powersplit, situata al centro della trasmissione del modello 420, la potenza viene distribuita in modo uniforme lungo l’albero di trasmissione. In tal modo si elimina un carico inutile sull’albero della presa di forza PTO, mentre la trasmissione trasferisce una potenza uniforme e diretta al rotore di alimentazione.
Le rotoballe che ne risultano avranno un peso costante, fra 650 e 700 kg (per una rotoballa di quattro piedi). Craig è riuscito a produrre rotoballe con un peso massimo di una tonnellata.
Craig ammette di aver avuto qualche dubbio all’inizio riguardo la semplicità del dispositivo di controllo E-link nella cabina del conducente dei modelli 420, compresa l’assenza di controllo delle piste di alimentazione. Le sue paure sono risultate infondate. Nonostante non vi sia un dispositivo per la guida delle rotoballe, i modelli 420 mantengono ancora un flusso equilibrato attraverso la camera del fieno, un elemento, questo, che Craig attribuisce al design del rotore che fa scorrere l’erba in modo uniforme. Significa anche che può rivolgere l’attenzione verso il percorso che ha davanti, invece di andare a zig zag lungo l’andana, per mantenere costante il flusso del foraggio nel canale di scarico. Il dispositivo di controllo contiene tutti i dati necessari in forma compatta e sottolinea la facilità d’uso della macchina.
“Posso mettere un operatore alla guida della macchina e so che farà un ottimo lavoro.Greg Burnand - Welger RP 435 - Nuova Zelanda
Welger RP435 piace ai contoterzisti
Greg Burnand ammette di essere un esperto quando si tratta di rotoballe e produzione di fieno.
Non solo perché vuole offrire solo il meglio ai suoi clienti nella regione di Patea di Taranaki. Ma anche perché spesso somministra alle sue 400 bovine gli stessi prodotti del suo lavoro. “Significa che, quando si tratta di rotopresse, siamo piuttosto difficili riguardo il modello da usare,” spiega.
La sua attività, Burnand Contracting, è incentrata anche solo sulla coltivazione e la formazione di rotoballe, per cui uno standard elevato è essenziale per mantenere clienti fedeli in una regione dedita principalmente all’allevamento di bestiame da latte. Gli standard elevati lo hanno portato a essere uno dei primi nel paese a provare la nuova rotopressa a camera variabile Welger RP 435, distribuita in Nuova Zelanda da Lely. Il modello Welger RP435 si ispira alla reputazione stabilita dal modello precedente, RP420, che ha conquistato le lodi generali di allevatori e contoterzisti per la sua affidabilità e robustezza di design.
“Di solito, durante i periodi di molto lavoro, avevano tre rotopresse in funzione, ma ne abbiamo scambiata una per una macchina di poco valore, per cui siamo rimasti senza una rotopressa.”
A questo punto, è stata presa la decisione di acquistare un modello Welger meno noto, ma Greg ammette di non aver mai seguito la moda.
Dalla Welger Greg si aspettava maggiore affidabilità e bassi costi di lavoro dopo la sua esperienza con la marca precedente. La sostituzione di cinghie e le riparazioni erano un problema continuo. Voleva eliminare ridurre i costi, se non addirittura eliminarli.
“So che la Welger era una macchina più costosa, ma sono rimasto compito dalla semplicità del design e dalla qualità robusta della struttura, sembrava veramente promettere bene.”
Tipica di questa robustezza è la trasmissione principale Powersplit del modello RP435 che distribuisce la potenza PTO, alimentando per metà la camera del fieno e per l’altra metà l’alimentatore dell’unità di raccolta. In tal modo si riduce un carico inutile sull’albero della presa di forza PTO, mentre la trasmissione trasferisce una potenza uniforme e diretta al rotore di alimentazione.
Alla scatola della trasmissione viene accoppiato un albero PTO a grande angolo, con una frizione auto reset che sblocca la trasmissione della camera una volta raggiunto il limite della potenza. La frizione elimina il rischio di avvolgimento e di sovraccarico lungo l’albero.
“Tutto quanto toglie pressione dal sistema di trasmissione è utile per ridurre l’usura e il rischio di rottura.” Greg afferma che la prima estate si è rivelata difficile, semplicemente a causa delle difficoltà climatiche che hanno ostacolato il raccolto e dato il tipo di erba da raccogliere. Ciononostante, la rotopressa Welger è riuscita a lavorare in modo eccellente in tutte le condizioni.
Come in molte altre zone, il mese di dicembre a Taranaki era freddo, con poche ore di sole e la crescita del raccolto ridotta al minimo.
“Abbiamo ottenuto un raccolto di erba molto verde e corta. Non è un tipo di raccolto che la macchina gestisce molto bene, perché rappresenta un problema per i componenti. Le rotopresse spesso si intasano rapidamente con sporcizia, rallentando i lavori.
Ciononostante, Greg non ha alcun problema con la Welger. “ Spesso devo ancora cercare qualche cosa che non mi piace. Spesso che abbia a che fare con il design della camera, che non si ostacola così come le camere degli altri modelli.
Tutti i modelli Welger RP435 hanno una configurazione di 13 lame Mastercut, che tagliano l’erba finemente per una maggiore densità della rotoballa, migliorando, nel contempo, anche la fermentazione dell’insilato e conferendo al raccolto una struttura più facilmente digeribile per gli animali.
La singolare struttura HydroFlexControl installata sulla camera è un altro motivo per il grande appetito della Welger.
Il dispositivo HydroflexControl consente una flessione di 15 mm all’interno della superficie di alimentazione, per cui si riduce il picco di pressione al momento dell’entrata di piccoli grumi di materiale.
Se un grumo di grandi dimensioni entra nel canale di scarico, il sistema idraulico di abbassamento del modello Rp435 è stato progettato per rispondere anche a questo tipo di esigenza.
La superficie viene semplicemente abbassata in modo che il rotore possa trasportare il foraggio nella camera, senza spreco o fuoriuscita di materiale. Il funzionamento idraulico controllato dalla cabina del trattore ha consentito di eliminare i sistemi di retromarcia necessari solitamente per sbloccare i grumi d’erba. In questo modo, non solo occorre una scatola ingranaggi più semplice, ma non occorre neanche uscire dalla cabina del conducente.
Il dispositivo di controllo E-Link per la rotopressa ha creato un collegamento continuo fra operatore e macchina. Il personale di Greg non ha avuto alcuna difficoltà ad impratichirsi. Greg dice anche che sono proprio caratteristiche come questa e come quella del pavimento di scarico che rendono la Welger molto popolare fra i conducenti.
“A dire il vero, la uso meno di tutti. I miei collaboratori sono sempre entusiasti di lavorarci!” L’estate del 2006/07 non è stata la stagione migliore per valutare la capacità di produzione della Welger, dato che un raccolto leggero e limitato ha imposto un certo limite sul potenziale produttivo. Nonostante la difficile situazione, Greg è rimasto decisamente ben impressionato dalla qualità del lavoro fornito dalla Welger.
“E’ stato uno di quegli anni in cui i risultati a posteriori sono molto importanti. Nonostante la situazione difficile abbiamo avuto solamente rotoballe uniformi e di ottima qualità.”
La consistenza delle rotoballe prodotte con il modello RP435 viene garantita dall’ingegnoso sistema di tensionamento delle cinghie, che si avvia meccanicamente e poi attiva un sistema idraulico, una volta arrivati al diametro impostato. La tensione delle cinghie aumenta proporzionalmente al diametro della rotoballa, assicurando una superficie di contatto costante e una densità uniforme fino alle dimensioni massime. Altre marche di cui Greg ha fatto uso hanno camere che funzionano a oltre 3.000 psi, mentre la Welger lavora a valori decisamente inferiori.
Greg crede che ciò comporti anche meno stress e meno manutenzione. Questo aspetto verrà solamente migliorato dal sistema a cinghie senza fine, che non ha giunti galvanizzati, “il che rappresenta un altro vantaggio in termini di manutenzione,” dice Greg.
Con i risultati ora raggiunti con il modello RP435, Greg Burnand, che confessa di non seguire la moda, potrebbe ben presto a essere preso ad esempio, sulla strada verso un’altra rotopressa Welger RP435.
Graeme Cottrell - Lely Welger RP 435 Farmer Mastercut - Regno Unito
Rotopresse Lely Welger
L’esperienza di Graeme Cottrell con le rotopresse è iniziata circa 25 anni fa, quando ha iniziato a lavorare come contoterzista per gli allevatori della sua zona. A quel tempo le rotoballe venivano legate con delle corde, mentre la rotopressa doveva essere reimpostata e modificata ogni volta che passava in un campo nuovo e lavorava con un tipo di raccolto diverso. Dopo aver visto una rotopressa a cinghia Lely Welger RP435 mangiare avidamente l’insilato di erba durante una dimostrazione tenuta nel 2007, Graeme si è convinto che i problemi degli anni ‘80 erano stati decisamente risolti grazie alla moderna tecnologia utilizzata nella rotopressa Lely Welger.
Nel 2008 ha acquistato una rotopressa a camera variabile Lely Welger RP435 Farmer Mastercut. La rotopressa Lely ha affrontato senza problemi ogni tipo di raccolto presentato, formando in modo efficiente e rapido circa 10.000 rotoballe. “Ero sempre impressionato dalla quantità di erba che la rotopressa riusciva a lavorare,” ha spiegato Graeme. Una volta che era ben evidente durante tutta l’operazione era che le rotoballe prodotte sicuramente non si “schiacciavano” sull’autocarro una volta caricate per il trasporto. “Le nostre rotoballe LELY erano solide. Abbiamo visto un risparmio sia sui costi di imballaggio che su quelli di smaltimento, mentre i nostri clienti avevano un insilato migliore.”
Tim Brooks, Area Manager per Lely (Regno Unito) LTD ci dà la sua opinione.
“Un elemento che contraddistingue le rotopresse Lely Welger dalle altre marche è il sistema Flexcontrol. Grazie a questo brevetto WelgerR il fondo della macchina si piega fino a 20 mm. Sebbene possa sembrare un movimento minimo, è però sufficiente a consentire il passaggio di una grande quantità di materiale che, altrimenti, sarebbe rimasta bloccata nella macchina. Per quanto ne so, Lely Welger è l’unica azienda in grado di offrire questo canale di alimentazione flessibile e l’unico vero dispositivo antiblocco, che non richiede complicati sistemi di retromarcia.”
Andy Pryce, del concessionario locale James Pryce Tractors, ci comunica che non può più fare ameno delle rotopresse di seconda mano Lely Welger per rispondere alle richieste, “per fortuna che ne vendete anche di nuove”.
David Wordsworth - Lely Welger RP 435 - Nuova Zelanda
Il successo di Lely non è un caso
Un incontro sfortunato fra un rullo compressore e una rotopressa da fieno ha portato a un vantaggio per un contoterzista del Northland,
David Wordsworth, l’estate scorsa. Quando la rotopressa è stata colpita dal rullo compressore all’inizio della stagione, David ha capito subito di non avere molte altre opzioni: doveva cercare una macchina per sostituire quella danneggiata, fino a riparazione completa.
E’ stata una decisione saggia: attendere la riparazione gli sarebbe costata la stagione e avrebbe perso il cliente con la macchina danneggiata, per la cui riparazione occorrevano due mesi. Nel frattempo, David ha scelto una rotopressa a camera variabile Lely Welger 435, da attaccare dietro al trattore Case CVX 1155.
“Ci occorreva una rotopressa di capacità elevata per aprire la stagione e il modello Welger si è subito dimostrato valido e un’ottima scelta,” ha detto.
Sapeva che non vi erano molti Welger RP in circolazione, ma aveva sentito solo cose positive dai contoterzisti che li usavano, in particolare per quanto riguarda la bassa manutenzione e l’ottima produttività.
David e la moglie Adrienne lavorano ora da vent’anni come contoterzisti nella regione di Te Kopuru del
Northland, e la maggior parte dei clienti si trova nelle vicinanze. La coppia ha iniziato semplicemente, quando la formazione di rotoballe era ancora all’inizio. In seguito hanno acquistato un’imballatrice di seconda mano e una rotopressa e, poco alla volta, hanno ampliato l’attività.
Nel settore dei contoterzisti rurali, un settore altamente competitivo in cui la posta in gioco è alta, David e Adrienne sono riusciti ad ottenere ottimi risultati scegliendo una trasmissione robusta e di qualità, non ampliando esageratamente la propria attività e offrendo un servizio d’alto livello. L’attività ben si adatta anche alla lavorazione sempre maggiore del mais e con la raccolta e la tranciatura dell’erba si può distribuire bene il lavoro durante tutto l’anno.
L’attrattiva della Lely Welger è rappresentata dal telaio robusto, con caratteristiche che si concentrano sull’elevata produttività e praticità.
“Siamo rimasti particolarmente impressionati dal pavimento Hydroflexcontrol, per cui non occorre ingranare la retromarcia per eliminare eventuali blocco, e dalla sua praticità,” ha spiegato.
COMUNICATO STAMPA
Il dispositivo HydroflexControl consente una flessione di 15 mm all’interno della superficie di alimentazione, per cui si riduce il picco di pressione quando piccoli grumi di materiale entrano nella macchina.
Se un grumo di grandi dimensioni entra nel canale di scarico, il sistema idraulico di abbassamento del modello 435 è stato progettato per rispondere anche a questo problema.
La superficie viene semplicemente abbassata in modo che il rotore possa trasportare il foraggio nella camera, senza spreco o fuoriuscita, e senza stress o pressione su un qualsiasi componente della macchina. Il funzionamento idraulico controllato dalla cabina del trattore ha consentito di eliminare i sistemi di retromarcia necessari solitamente per sbloccare i grumi d’erba.
In questo modo, non solo occorre una scatola ingranaggi più semplice, ma non occorre neanche uscire dalla cabina del conducente.
La manutenzione quasi assente è un altro elemento che ha attirato l’attenzione di David. Grazie alle cinghie senza fine sulla Welger, senza giunti vulcanizzati, alcuni contoterzisti hanno riportano di essere riusciti a ottenere fino a un massimo di 80.000 rotoballe prima che fosse necessaria la sostituzione.
Questa stagione mancano solamente 8.000 rotoballe, e David deve quindi ancora continuare a lavorare, ma vede già i vantaggi del sistema a cinghie che si riflette nella qualità delle rotoballe prodotte.
“Sono le rotoballe di maggiore densità che ci si può aspettare, e la struttura è considerevole.”
Il modello Welger comprende anche un ingegnoso sistema di tensionamento delle cinghie, che si avvia meccanicamente e poi attiva un sistema idraulico, una volta arrivati al diametro impostato.
La tensione delle cinghie aumenta proporzionalmente al diametro della rotoballa, assicurando una superficie di contatto costante e una densità uniforme fino alle massime dimensioni.
Questa capacità di variare la pressione a seconda delle dimensioni delle rotoballe è in netto contrasto con i modelli che garantiscono una pressione elevata costante di circa 200 bar, indipendentemente dalle dimensioni. Il rischio di guasto in seguito a sovraccarico viene ridotto grazie alla pressione variabile del modello Welger. Il risultato è una densità più uniforme.
La qualità uniforme, a sua volta, non ha compromesso la produttività e David è rimasto molto ben impressionato dal grande appetito del modello Welger, in grado di consumare erba a velocità relativamente alte.
“A dire il vero, è veramente impressionante quanto possa andare veloce, e, nonostante tutto, produrre una rotoballa eccezionale.” In seguito a un incarico di quest’estate, David ha dovuto produrre 80 rotoballe all’ora, e ha completato 200 rotoballe in sole tre ore con un foraggio incredibilmente pesante.
L’attività di David è divisa fra insilato e fieno, 25:75, e la camera variabile della Welger affronta facilmente qualsiasi foraggio, anche foraggi verdi corti che possono risultare problematici per gli ingranaggi.
“Il Lely Welger può essere costato un po’ di più, ma nel corso della sua durata ci aspettiamo di poter trarre vantaggio da questa produttività eccezionale e bassa manutenzione.”
Johan e Andries Kramer - Welger RP 435 - Olanda
Grazie a test pratici, ora scegliere la giusta rotopressa a camera variabile è più facicle
Diciotto anni fa, Johan Kramer e il figlio Andries hanno avviato la propria attività di contoterzisti agricoli, concentrandosi principalmente sulla formazione delle rotoballe e l’imballaggio. Col passare del tempo, sono diventati degli specialisti e al giorno d’oggi utilizzano una combinazione di due rotopresse a camera fissa e due a camera variabile.
I Kramer hanno iniziato con una Welger RP200 e un’imballatrice separata con una capacità di 15 rotoballe all’ora. A quel tempo avevano scelto le attrezzature Welger perché avevano già lavorato con una pressa quadrata Welger AP, una macchina particolarmente affidabile con una capacità elevata per quei tempi. Nel frattempo, Johan e Andris hanno acquistato altre 12 rotopresse perché sono rimasti al passo con l’innovazione per avere un vantaggio sulla concorrenza. L’azienda Kramer lavora ogni anno circa 20.000 rotoballe.
Nell’ambito di questo miglioramento costante, nell’estate del 2008 i Kramer hanno deciso di condurre un test, insieme al concessionario di macchine agricole Gerlsma: una rotopressa a camera variabile in un telaio da imballatrice. Il test ha dato buoni risultati e si è visto che con la rotopressa a camera variabile era possibile ottenere una velocità maggiore (da 15 a 20 km/h), oltre a una migliore densità della rotoballa grazie alla pressione costante. Dopo tempo dopo, è stato deciso di iniziare a lavorare con un nuovo modello RP435 in un telaio da imballatrice. In seguito, all’inizio della nuova stagione, le reazioni dei clienti erano così positive da richiedere l’acquisto di una seconda combinazione. La capacità attuale è di circa 30 rotoballe per la rotopressa a camera fissa e 40-44 rotoballe per quella a camera variabile.
Secondo Johan Kramer, i vantaggi principali di una rotopressa a camera variabile sono: migliore capacità, maggiore densità delal rotoballa oltre a maggiore volume, perché vengono prodotte rotoballe con un diametro di 1,40 m. Nonostante il prezzo maggiore per ogni rotoballa, Johan è riuscito a motivare numerosi clienti per la rotoballa a camera variabile. Alla fine dei conti, il sistema offre vantaggi ad entrambe le parti. I clienti hanno rotoballe più grandi e più compresse, con un maggiore volume e, quindi, con un foraggio migliore. Devono pagare un prezzo leggermente più alto, che viene però compensato dal basso numero di rotoballe, dal maggiore volume e dalla migliore densità. Il vantaggio più importante di Kramer è dato dalla capacità. La macchina crea rotoballe più grandi e pesanti e, quindi, per la legatura a rete e il trasferimento occorre meno tempo. Non solo, con questa rotopressa a camera variabile i contoterzisti possono guidare più rapidamente. Il risparmio più immediato è quello sui costi per la pellicola, che sono maggiori per ogni rotoballa, ma considerevolmente inferiori per quanto riguarda l’importo complessivo.
In generale, le rotopresse a camera variabile offrono ottimi risultati con insilati creati con raccoltiolandesi. Quando si lavora un’erba autunnale, più morbida, i contoterzisti spesso preferiscono una rotopressa a camera variabile, dati i risultati più affidabili. Ma non si può mai dire... Il prossimo sviluppo è dietro l’angolo. I contoterzisti Kramer sono una delle aziende dove, durante la prossima stagione, verrà testato con attenzione il nuovo modello Lely Tornado. Una chiara sfida per gli esperti stagionati!
