Metabolismo nella bovina da latte: bilancio energetico negativo, chetosi e importanza della rilevazione precoce

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202613 mag10:00Ultimo aggiornamento: 16 lug 2026

Un metabolismo sano rappresenta la base della salute della bovina e di una produzione di latte stabile.

Il parto richiede uno sforzo importante per l’animale: dopo il parto, il fabbisogno energetico cresce rapidamente, mentre l’ingestione di alimento spesso aumenta più lentamente.

Questa fase di bilancio energetico negativo espone la vacca a un maggiore rischio di disturbi metabolici, come la chetosi.

Per una gestione efficace della mandria, è fondamentale conoscere bene questa fase e intervenire precocemente.

Bilancio energetico negativo nella prima fase di lattazione

Dopo il parto la bovina entra nella fase di massima richiesta energetica: la produzione di latte aumenta rapidamente e raggiunge il picco tra i 30 e i 100 giorni di lattazione.

In questa fase l’energia richiesta supera quella introdotta con la razione, l'organismo mobilita le riserve di grasso, con conseguente aumento dei corpi chetonici. Quando il loro accumulo diventa eccessivo si sviluppa la chetosi, un disturbo metabolico che compromette salute e performance della mandria.

Non tutte le vacche in bilancio energetico negativo sviluppano forme cliniche, ma le forme subcliniche sono diffuse e spesso non evidenti.

 

Riconoscere la chetosi e il suo impatto

La chetosi si manifesta spesso in modo graduale e poco evidente, soprattutto nelle prime settimane dopo il parto. Per questo motivo è fondamentale riconoscere tempestivamente i cambiamenti nel comportamento dell'animale:

  • alimentazione: riduzione dell’appetito, maggiore selettività, minore frequenza di accesso alla mangiatoia e aumento degli avanzi in mangiatoia
  • riduzione della ruminazione e minore reattività
  • odore di acetone nell’alito

Le variazioni nel comportamento alimentare, nell’assunzione di acqua e nello stato di salute sono indicatori precoci e aiutano ad individuare la chetosi prima che diventi evidente in stalla.

Le conseguenze della chetosi non si limitano a un calo temporaneo delle performance. Possono manifestarsi:

  • recupero più lento dopo il parto
  • riduzione della produzione di latte
  • minore espressione del calore, con possibili effetti negativi sulla fertilità

Inoltre, può aumentare il rischio di ulteriori disturbi, come infiammazioni della mammella e incremento delle cellule somatiche.

 

Migliorare l’ingestione: il primo passo nella prevenzione

La prevenzione della chetosi parte dall'ottimizzazione dell'ingestione di sostanza secca, soprattutto durante le fasi di transizione e di inizio lattazione. Un adeguato consumo di alimento può aiutare a limitare il bilancio energetico negativo e a sostenere il metabolismo della bovina.

Per favorire un'elevata ingestione è fondamentale predisporre una razione:

  • equilibrata e adeguata alla fase di lattazione
  • ad alta densità energetica e con elevata digeribilità;
  • caratterizzata da una struttura che supporti la funzionalità del rumine.

Anche la gestione dell'ambiente è determinante. Comfort, spazio sufficiente in mangiatoia e disponibilità di alimento fresco favoriscono l’ingestione e aiutano a ridurre il rischio di disturbi metabolici.

Un indicatore particolarmente utile è l'attività di ruminazione: una sua diminuzione è spesso correlata a una riduzione dell'ingestione e può rappresentare uno dei primi segnali di uno squilibrio metabolico.  

Gestione dell'asciutta e monitoraggio continuo

La prevenzione della chetosi inizia prima del parto, e prosegue per tutta la transizione.

Per ridurre il rischio di squilibri metabolici è fondamentale intervenire su alcuni aspetti chiave:

  • una razione correttamente bilanciata per le vacche asciutte;
  • il mantenimento di una condizione corporea ottimale;
  • una transizione graduale verso la razione di lattazione.

Il monitoraggio delle variazioni della condizione corporea e dei dati individuali aiuta ad adottare decisioni gestionali più tempestive e mirate. Strumenti digitali come Lely Horizon favoriscono il monitoraggio di ruminazione, produzione e fertilità, rendendo più semplice individuare eventuali anomalie già nelle fasi iniziali.

Questo aiuta a limitare gli effetti del bilancio energetico negativo e di intervenire prima che la chetosi si manifesti in forma clinica.

Un metabolismo equilibrato si traduce in bovine più sane, benefici sulla produzione di latte e sulla fertilità. Per questo, gestire e monitorare il metabolismo significa fornire agli allevatori gli strumenti per prevenire e costruire una mandria più solida in ogni fase della lattazione.

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