L'insilato di mais nella cucina di un sistema Vector: qualità costante anche dopo 3 giorni

  • Alimentazione
16 set12:06

Le cucine del sistema Vector sono pensate per essere riempite ogni tre giorni. È normale avere qualche dubbio nel lasciare il silomais fuori dalla trincea per così tanto tempo, considerando la sua sensibilità al riscaldamento e al rischio di muffe. Una sperimentazione condotta con la Facoltà di Veterinaria dell’Università di Milano ha però mostrato che l’insilato conserva una qualità adeguata sia dopo tre giorni sia dopo sette, rimanendo all’interno dei parametri nutrizionali attesi. 

Qualità costante anche dopo 3 giorni

Il passaggio all’alimentazione automatica modifica in modo naturale la gestione del momento alimentare. La prima differenza riguarda la flessibilità: mentre con il carro miscelatore si deve lavorare ogni giorno alla stessa ora, con un sistema automatico l’allevatore può organizzare il carico della cucina quando preferisce, integrando questa attività con il resto del lavoro aziendale. 

Cambia anche la gestione degli insilati. Le cucine del sistema Vector sono progettate per essere riempite ogni tre giorni e gli alimenti vengono stoccati in blocchi compatti, prelevati con una taglia‑blocchi che crea un taglio pulito e stabile. Questo metodo aiuta anche a mantenere il fronte della trincea meno esposto e più protetto dalle condizioni climatiche. 

È comprensibile che ci siano dubbi nel lasciare un alimento delicato come il silomais fuori dalla trincea per diversi giorni, soprattutto per il rischio di riscaldamento, perdita di qualità o sviluppo di muffe. Per questo abbiamo analizzato le reali condizioni dei blocchi di silomais conservati nelle cucine di alcuni sistemi Vector, così da valutare concretamente la qualità del prodotto durante il periodo di stoccaggio. 

Temperatura ottimale dell’insilato di mais

L’insilamento del trinciato di mais è una pratica consolidata, basata sulla creazione di un ambiente privo di ossigeno che consente alle fermentazioni lattiche di stabilizzare il prodotto. Quando la trincea è ben pressata, chiusa correttamente e il processo iniziale è stato eseguito nel modo giusto, si ottiene un insilato di buona qualità. 

La vera sfida arriva però dopo l’apertura della trincea: il contatto con l’aria può avviare fermentazioni ossidative che causano surriscaldamento, perdita di nutrienti e sviluppo di muffe. Per questo il controllo della temperatura è un indicatore fondamentale dello stato dell’insilato. 

Il silomais mantiene la sua qualità quando la temperatura si trova tra 20 e 25 °C. Valori più alti indicano un deterioramento in atto: già intorno ai 30 °C l’insilato è considerato di qualità scadente (Ole Green et al., 2012), perché le fermentazioni indesiderate diventano prevalenti e l’alimento perde stabilità. 

 

I blocchi di silomais nella cucina del Vector mantengono la qualità dopo 3 giorni? 

Chiarire questo aspetto è importante per superare i dubbi legati allo stoccaggio in blocchi del silomais, una pratica necessaria per utilizzare al meglio il sistema di alimentazione automatica Lely Vector. Per verificarlo, Lely – in collaborazione con la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano – ha condotto una sperimentazione in alcune aziende lombarde dotate di sistema Vector. L’obiettivo era valutare se i blocchi di silomais prelevati dalla trincea e conservati nella cucina del sistema mantenessero la loro qualità nei giorni successivi al desilamento. 

 

I blocchi di silomais desilati e stoccati nella cucina di un sistema Vector mantengono il range di qualità dopo 3 giorni?

I blocchi di silomais nella cucina del Vector mantengono la qualità dopo 3 giorni?

Chiarire questo aspetto è importante per superare i dubbi legati allo stoccaggio in blocchi del silomais, una pratica necessaria per utilizzare al meglio il sistema di alimentazione automatica Lely Vector. Per verificarlo, Lely – in collaborazione con la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano – ha condotto una sperimentazione in alcune aziende lombarde dotate di sistema Vector. L’obiettivo era valutare se i blocchi di silomais prelevati dalla trincea e conservati nella cucina del sistema mantenessero la loro qualità nei giorni successivi al desilamento. 

In cosa è consistita la sperimentazione?

La prova prevedeva di stoccare in cucina un blocco di silomais e monitorarne l’andamento della temperatura per un periodo di 7 giorni.

  • La sperimentazione è stata condotta nel luglio 2019, mese caratterizzato da temperature elevate, con picchi tra 30 e 35 °C, in modo da “stressare” il materiale insilato e valutarne la stabilità in condizioni critiche. 

  • All’interno del blocco, nella cucina e all’esterno sono stati posizionati sensori che hanno registrato la temperatura per tutta la durata della prova 

  • Sono stati effettuati prelievi di insilato in tre momenti diversi: subito dopo il desilamento, dopo 3 giorni e dopo 7 giorni

  • Su questi campioni sono state eseguite analisi di laboratorio per valutare eventuali deterioramenti in relazione all’aumento della temperatura. I parametri analizzati includevano pH, etanolo e acidi grassi volatili (lattico, acetico, propionico, iso-butirrico, n‑butirrico, isovalerico, valerico). La variazione complessiva di questi indicatori consente di definire la qualità dell’insilato attraverso il punteggio Flieg. 

Poiché la tesi di laurea è ancora in fase di completamento, non è possibile mostrare integralmente tutti i risultati. Condividiamo però un’anticipazione relativa a una delle aziende che hanno partecipato alla ricerca. 

Risultati: temperatura e qualità del silomais

Come si può vedere nel grafico, la temperatura del blocco di insilato è aumentata di soli 2 gradi centigradi in 3 giorni. Alla fine dei 7 giorni l’incremento di temperatura è stato più considerevole, ma il prodotto è rimasto all’interno del range di qualità.

Per quanto riguarda le analisi di laboratorio e la conseguente variazione della qualità del materiale, il punto Flieg dei campioni di insilato del blocco usato per la ricerca non è mai sceso di categoria. Nello specifico, partiva da un punteggio di 90 (range 81-100= Ottimo), a 3 giorni gli è stato conferito un punteggio di 85 e a 7 giorni infine un punteggio di 94.

 

Conclusione

Possiamo affermare che il silomais si scalda, ma l’aumento della temperatura osservato durante i primi 3 giorni fuori dalla trincea non provoca un deterioramento del materiale e quindi non vengono pregiudicati i parametri di qualità dell’alimento. L'allevatore che alimenta la mandria con il sistema Vector può quindi riempire la cucina meno frequentemente, con un risparmio di tempo e denaro.

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